3 Ottobre 2026
abramo

Oggi la liturgia ci offre letture molto dense, a cominciare dal Vangelo, ci sarebbero da dire tantissime cose, ma io vorrei fermarmi solo su due parole che emergono spesso in questo brano di Giovanni. Verità e libertà.

Sembra un motto quasi arrivato dall’illuminismo del 700, ci richiama quello più conosciuto di libertè, egalitè, fraternitè dei nostri cugini francesi. Eppure in queste due paroline così piccole, così innocenti si nasconde un sapere così grande, il sapere di Dio. Verità e libertà.

Ma che cosa sono la libertà e la verità?

Oggi libertà è una parola pericolosa. Lo era ai tempi di Gesù, e lo è anche oggi. Molto pericolosa. Perché la prima cosa che pensiamo è che “libertà” è uguale a “posso fare ciò che voglio”. Io sono libero di pensare, di agire, di parlare, sono libero di manifestare, di scioperare, di spostarmi, di leggere ciò che voglio, di uscire di casa, di prendere la mia auto e andare dove voglio. Sono libero di andare a messa, sono libero di parlare con la gente, anche sconosciuta, sono libero di avere un’opinione, sono libero di scrivere, di stampare, di pubblicare. Sono libero di usare internet, di leggere ciò che voglio, di informarmi.. Sono libero di fare tante cose. Vedete c’è un dettaglio pericoloso in tutto questo. In tutte queste cose che vi ho detto, il soggetto è sempre uno: IO. Non c’è mai il soggetto “TU”, né tantomeno c’è il soggetto DIO. Allora la vera libertà non è più questa. La vera libertà è qualcosa di molto più complesso.

In questi giorni stiamo assistendo a qualcosa che non pensavamo potesse accadere. Perché nel nome di quella libertà, una grande nazione, guidata da un grande Presidente, che fa della libertà il suo più grande principio, ha scelto di accendere una guerra che poi di libertà ha ben poco. La guerra non è mai libertà. Ecco perché la guerra non è mai giusta. Mai. Nemmeno se cerchiamo di eliminare dittatori e despoti. La guerra non è mai la soluzione. Perché la guerra elimina la libertà, elimina la TUA libertà. Elimino TE e la tua libertà.

Ed è strano che proprio nel nome della libertà l’uomo arriva persino ad uccidere. Ma che libertà è questa? Ma di quale razza di libertà stiamo parlando??

E questo si scontra anche con l’altra parola pericolosa che abbiamo messo all’inizio di questa riflessione. VERITA’. Perché purtroppo spesso e volentieri la verità si scontra con la libertà. Se tu dici la verità, corri il rischio di essere isolato, di essere condannato, di essere etichettato come quello che va controcorrente, come quello che non si adegua mai, che fa sempre di testa sua.

E in sostanza è ciò che hanno fatto con Gesù. Gesù non ha mai avuto paura di dire la verità. E questo gli è costato molto caro. Ma Gesù è stato sempre libero. Gesù ha sempre scelto di agire nella verità, perché Lui stesso è la verità.

Sembra un paradosso, ma non sempre la verità è facile. Spesso la verità è scomoda, genera problemi. A volte pensiamo che sia meglio non dire la verità per non offendere qualcuno, per non disturbare qualcun altro. La verità fa male, e chi la dice rischia molto. Rischia anche chi proprio in questi giorni sta andando contro quella stessa grande Nazione che in nome della libertà sta distruggendo edifici, ma sta distruggendo soprattutto la pace. Se tu hai il coraggio di dire che questa non è libertà, allora sei messo all’angolo. Persino se questo richiamo lo fa il papa, o lo fanno i vescovi, o se lo fa il capo di governo spagnolo, sono messi all’angolo. Perché la verità dà fastidio, la verità ti mette a nudo davanti a una realtà complicata, difficile da riconoscere. Perché in effetti è difficile riconoscere che una nazione ha diritto di essere aiutata anche senza bombe, senza missili e senza droni. Fa male dire che in fondo questa guerra, come tutte le altre guerre di questi ultimi anni, non sono più governate da interessi comuni internazionali, ma sono semplicemente spinte dalla brama di denaro, di ricchezza, dei soldi, del petrolio e della ricerca sfrenata di materie prime.

Oggi le guerre si fanno per soldi, e noi dobbiamo avere il coraggio di ammetterlo. Non mi importa più se una popolazione stia soffrendo a causa della guerra che ho scatenato. Mi importa solo se da quella guerra io posso trarre in qualche modo qualche vantaggio economico. La guerra è giusta solo quando mi ritorna ricchezza.

Stiamo così precipitando in un baratro sempre più nero. Stiamo persino diventando insensibili alla sofferenza di una scolaresca femminile intera morta sotto le macerie, notizia che passa quasi in sesta pagina, ma in fondo a che importa se quelle bambine sono morte?

Ma allora cosa dobbiamo fare? Che cosa ce ne facciamo di questa libertà se poi non la sappiamo gestire? Guardate che è il problema del popolo ebreo che era in Egitto: era in schiavitù, desiderava la libertà, e quando è venuto il tanto invocato liberatore e sono riusciti a fuggire, trovandosi in una terra che poi dovevano coltivare, dovevano faticare, e soprattutto dovevano meritare, hanno cominciato a desiderare di tornare indietro.

Ma quindi, quale libertà parli tu Gesù? Di quale libertà parla Dio? Come faccio a gestire tutta questa libertà?
Dovremmo fare riferimento alla libertà di cui parla Gesù: la libertà di mettersi nelle mani di Dio e sentirsi al sicuro. La libertà di ripetere con convinzione quella frase che noi recitiamo quasi di corsa: “sia fatta la Tua volontà”. La libertà di fidarsi di Lui.

Per concludere vorrei citare ciò che mi ha detto un ragazzo di 24 anni qualche giorno fa, parlando proprio di libertà. Non è un teologo, non è un grande capo di Stato, non è uno studioso. Ma lui mi ha detto questa cosa che ancora oggi mi è rimasta nel cuore: TU SEI DAVVERO LIBERO SE FAI LA VOLONTA’ DI DIO. Che sembra assurdo: come posso essere libero se devo fare ciò che dice Dio?
Il problema ancora una volta è che facciamo fatica a fidarci. Se solo ci fidassimo di Dio. Se solo avessimo fede… allora sì, saremmo liberi, e la verità non ci spaventerebbe più.