3 Ottobre 2026
assunta

Oggi ci ritroviamo a messa per una grande solennità, la Vergine Maria assunta in cielo in anima e corpo, e la prima cosa che mi viene in mente è che noi vogliamo un gran bene alla Vergine Maria, e per questo oggi, che è sabato, e che siamo in periodo di vacanza, ci ritroviamo a Messa come la domenica. Proprio qualche giorno fa ho ascoltato una bella catechesi di don Luigi Maria Epicoco sui 4 dogmi che riguardano la Vergine Maria e vorrei condividere con voi qualche bel pensiero che mi è rimasto.

I dogmi sono quelle verità di fede che pur non essendo scritte nel Vangelo, per la Chiesa hanno la stessa forza del Vangelo. Sono verità riconosciute in maniera solenne dal Papa, a cui siamo tutti invitati a credere fermamente.

I dogmi che la Chiesa ha pronunciato nel corso dei secoli su Maria sono 4, e oggi vorrei ripercorrerli insieme a voi perché penso che ci sia un rischio molto grande: il rischio di pensare che i dogmi riguardino solo Maria, ma non riguardano noi. Sono episodi, caratteristiche della vita di Maria, beata lei, che è stata così riempita di Spirito Santo ed ha ottenuto queste grazie speciali, e noi le osserviamo da spettatori esterni. E invece i 4 dogmi su Maria riguardano anche noi, perché oggi a distanza di tempo dal pronunciamento di queste verità, Maria ci dice molte cose.

  1. Il primo dogma pronunciato dalla Chiesa nei primi secoli del cristianesimo è la maternità di Maria. Maria è madre di Dio, essendo madre di Gesù. Essere madre significa tante cose, significa dare la vita al proprio figlio, dare la vita per il proprio figlio, ma anche prendersi cura dei propri figli, accompagnando la loro crescita e lasciandoli andare quando è il momento che muovano i loro passi da soli. Maria è una madre speciale, perché ha dato la vita a Gesù, si è presa cura di Gesù fino alla sua morte e resurrezione, e anche dopo… Ma Maria non si è limitata a questo. Maria è la madre di tutti noi, e proprio per questo si prende cura di ciascuno di noi, essendo noi tutti suoi figli. Il prendersi cura dei figli ci richiama al senso di solidarietà che dovremmo avere ciascuno di noi: anche noi dovremmo avere cura gli uni degli altri. Pensate a tutti tutti quei soldi che spendiamo per le guerre, per i missili, per le bombe… se avessimo il coraggio di spenderli per prenderci cura dei più poveri, degli ultimi, dei paesi in difficoltà… ma quanto bene ci sarebbe nel mondo? Quanta gente non soffrirebbe più? Ma quando avremo il coraggio di fare questa cosa? La maternità di Maria ci insegna che prendersi cura gli uni degli altri è il più grande gesto d’amore che possiamo fare nella nostra vita. Chissà se un giorno ce ne renderemo conto…
  2. Il secondo dogma pronunciato dalla Chiesa riguarda la verginità di Maria. Maria è sempre vergine, prima e dopo la nascita di Gesù, e questo contempla un mistero enorme scritto fin dai tempi antichi e preannunciato dai profeti. Che cosa ci dice oggi questo dogma? Sicuramente siamo portati a circoscrivere la verginità a qualcosa di fisico, e quindi poi assimiliamo la verginità alla purezza. Ma la verginità è qualcosa che riguarda anche lo spirito, non solo il corpo. Essere puri di cuore significa vedere Dio, come ci ha detto Gesù nelle beatitudini. Essere puri di cuore significa essere liberi da ogni pregiudizio, da ogni pre-sentimento, da ogni dubbio, da ogni sospetto. Anche noi dovremmo avere la stessa purezza che riguarda i nostri pensieri, il nostro modo di fare. Liberiamoci dai nostri pregiudizi, da quello che pensa la società. Liberiamoci dal pensare male, dal giudicare gli altri. La verginità di Maria ci racconta di un nuovo modo di vivere e di vedere la realtà delle cose, libera da ogni cattiveria, aperta alla bellezza semplice delle cose.
  3. Il terzo dogma riguarda l’immacolata concezione di Maria. La vergine Maria non è mai stata toccata dal peccato, libera da ogni pensiero di male, libera da ogni cattiveria. Maria ci insegna che vivere senza peccato è possibile, e deve essere la nostra meta. Siamo continuamente soggetti al peccato, siamo continuamente attaccati dalle tentazioni e dal male. Ma abbiamo la possibilità di vincere il male, se soltanto volessimo… Perché essere senza peccato ti rende libero. Il peccato rende schiavi, schiavi del modo di agire e di pensare che abbiamo continuamente. Respingere il peccato, anche se faticoso, è invece qualcosa che rende liberi da ogni tristezza, in fondo è quello che chiediamo continuamente al Signore nel Padre Nostro: liberaci dal male. Ed è quello che Maria ha sperimentato in prima persona: liberata dal male, per sempre, è la donna più bella perché libera da questa macchia. Libera da ogni peccato, bella come il sole e come la luna.
  4. L’ultimo dogma riguarda l’Assunzione di Maria in cielo in anima e corpo, la festa di oggi. Maria ha vissuto tutta la sua esistenza in funzione di Gesù, ha saputo attendere ogni suo passo, ogni suo momento, ha saputo attendere in silenzio a quella missione misteriosa a cui è stata chiamata. Ha saputo attendere anche la resurrezione che Gesù aveva promesso. In questo suo attendere, Maria ci racconta ciò che tutti noi siamo chiamati: l’attesa della Resurrezione, con l’anima e con il corpo. Maria è l’avversaria del “tutto e subito” quella maledizione che noi ci portiamo continuamente nel nostro modo frenetico di vivere. Siamo fin troppo abituati a desiderare le cose e ottenerle con pochi click del cellulare, e così non siamo più abituati ad attendere. Maria è la Vergine dell’Attesa, come la definiva giustamente don Tonino Bello.

Forse manca un solo dogma, che sto pensando ora e quindi non è un dogma della Chiesa. Eppure mi piace pensare che la Vergine Maria sia sempre sorridente. Dovrebbe essere un dogma anche questo, la Vergine del Sorriso.

Ed è per questo che vi do un compito: quando andate a casa, incontrate qualcuno che non è qui a messa… sorridetegli, e dite: questo è il sorriso di Maria.