Ss. Trinità
Questa mattina stavo uscendo a piedi da casa per fare qualche commissione, e ho incrociato all’ingresso un giovane papà con un bimbo di 3/4 anni che era su una piccola bici. Mentre ci incrociavamo sul pianerottolo del condominio, sentivo il papà che diceva: “ora però ricordati che devi mettere ordine a tutti i tuoi giocattoli, altrimenti non usciamo più”.
E nel frattempo che io pensavo a come imbastire l’omelia per la Ss Trinità, questa immagine semplice di questo giovane papà mi ha richiamato un tema importante, che io oggi vorrei un po’ sollecitare anche a voi.
Mi è sembrata proprio bella questa immagine del papà che si prende cura del figlio. Quale immagine più bella del papà che guida, educa, forma il proprio figlio, prendendosi cura di lui anche in un modo che magari a prima vista può sembrare duro… “Altrimenti non usciamo più” sembra quasi una minaccia, ormai ai nostri tempi siamo arrivati al punto che un papà non può quasi permettersi di rimproverare un figlio perché altrimenti rischia guai con la legge… ma sapete nella mia piccola esperienza qui in oratorio con i giovani, ho riscontrato che i problemi più grandi dei giovani non sono quando il papà alza la voce. Ma esattamente l’opposto, i problemi più grandi dei giovani di oggi si verificano proprio quando il papà non c’è. Non c’è per tanti motivi… quello che ci viene in mente subito è certamente la sofferenza di una separazione dei genitori, che seppure continuano a vedere i propri figli non ci sono. Li vedono, ma non li vivono. Li vedono, ma non ne sentono tutti i loro bisogni, bisogni consapevoli e bisogni inconsapevoli…
E i figli sono costretti a cavarsela lo stesso, ma con tanta difficoltà, con le madri che spesso devono fare anche da padri…
Ma ci sono i casi in cui i padri ci sono fisicamente, ma purtroppo sono assenti con lo spirito. Sono assenti perché magari presi dal lavoro che dura tutta la giornata… sono assenti perché arrivano distrutti dalla giornata, e magari non hanno molta voglia di giocare con i propri figli, di parlarci, di farsi raccontare le cose… e quando all’inizio questa cosa sembra andare avanti bene, poi arriva quella brutta bestia chiamata adolescenza che poi mette in crisi un’intera famiglia…
Vedete allora, noi siamo fortunati. Siamo fortunati perché abbiamo un Padre che si prende cura di noi tutti, fin dal principio. Ci accompagna e ci guida. Si prende cura di tutti, indistintamente, sa con chi fermarsi un po’ di più e chi invece lasciar andare con le proprie gambe. Eh si, perché a volte amare è anche lasciar andare. In questo mondo fatto di dubbi, incertezze e paure, spesso siamo convinti che amare un figlio voglia dire starci attaccato giorno e notte come un polipo, soffocando la sua libertà.
Amare non è mai possedere. Amare è esattamente l’opposto: amare è lasciare liberi, ma vegliando continuamente, e richiamando quando necessario. E così assisto spesso anche a genitori che pressano continuamente i figli, che li riempiono di mille cose da fare, che prese così sembrano cose belle: studio, sport, inglese, musica, oratorio, ecc… E purtroppo poi ci si rende conto che un figlio ha anche bisogno di fare quelle cose semplici forse banali ma importanti: giocare, confrontarsi con i propri coetanei, passarci del tempo, ha persino bisogno di cadere, sbucciarsi le ginocchia, e a volte persino piangere gli fa bene.
E poi vorrei ancora tornare all’immagine di quel giovane papà che raccontavo all’inizio. Quel papà ha detto una cosa fondamentale al figlio: devi fare ordine nella tua casa.
Ecco forse noi sottovalutiamo anche questo: che i figli sono disordinati, non solo disordinati nelle loro cose… tutti ci siamo passati.. ieri una mamma mi raccontava dell’episodio di un figlio che dopo aver fatto la doccia lascia il bagno sotto sopra, con l’accappatoio bagnato buttato sul letto, l’asciugacapelli in giro che poi sbadatamente è caduto e si è rotto… I figli sono disordinati. Ma è esattamente in quel momento che il padre ha il compito di aiutare il figlio a mettere ordine.
E non sto parlando di un ordine delle cose. Spesso i figli non hanno ordine nella loro vita, non hanno ordine nei loro sentimenti, non hanno ordine nelle loro emozioni.. E poi sentiamo dei cosiddetti bravi ragazzi quelli che “finora non è mai successo nulla…” che finiscono nei guai tra alcool, droga, risse, violenze…
Sapete qualche volta a lavoro ogni tanto portiamo i cani antidroga nelle scuole, non perché vogliamo cercare chissà quale pericoloso trafficante… spesso la gente critica la Finanza o la Polizia che va nelle scuole “perché chissà cosa pensano di trovare, ma perché non vanno a cercare i trafficanti di droga veri?”. Eppure sono le esperienze più forti che fanno i ragazzi, perché ovviamente ogni volta negli zaini, negli armadietti, negli spogliatoi delle palestre o nei bagni i cani trovano qualcosa, piccole cose eh… e noi poi siamo tenuti a chiamare subito i genitori, perché i ragazzi sono minorenni, e quando rispondono al telefono e scoprono il motivo per il quale li stiamo convocando, la risposta è sempre la stessa: “Impossibile, mio figlio non farebbe mai una cosa del genere! Vi siete sbagliati, mio figlio non ha mai fumato in vita sua”…
Il Padre ha quindi il compito di richiamare all’ordine il figlio. C’è bisogno di ordine in questo mondo che va sempre peggio, un mondo in cui tutti si sentono liberi di fare ciò che vogliono e quando vogliono… un giorno sono un bravo ragazzo, il giorno dopo vado a distruggere le vetrine… oggi mi sento ateo, oggi mi sento uomo ma domani donna, posso essere ciò che voglio… Ma questo è disordine, perché tutti quei giocattoli della vita chiamati alcool, droga, sesso, divertimenti, hanno bisogno di essere messi tutti al loro posto.
E ora mi direste “Ma in tutto questo dov’è lo Spirito Santo?”. Vi sembrerà strano, ma ne abbiamo parlato fin dall’inizio. Lo Spirito Santo è quell’ordine delle cose che è originato dall’amore del padre e del figlio, quella forza che ci permette di non perderci, lo Spirito Santo è quella voce del Padre che dice al Figlio “Metti ordine nella tua vita, ti stai perdendo, così rischi di non uscire più dal tuo stesso disordine. Sei in tempo, puoi farcela”.